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Travesti, drag e rivista
Da dove viene una rivista di travesti: la parola, gli uomini in ruoli femminili, gli imitatori di donne, gli anni del cabaret berlinese e come il tedesco la distingue dal drag.
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Travestie è il nome tedesco per l'esibizione scenica in un ruolo del sesso opposto, in pratica per lo più uomini che interpretano donne. Nasce dall'antica pratica teatrale, dagli imitatori di donne dei music hall e dall'amore della rivista per il costume. L'uso tedesco la distingue dal drag: un artista travesti interpreta personaggi e parodia star, mentre una drag queen mantiene un'unica persona duratura con un nome drag.
La parola
La parola tedesca deriva dall'italiano travestire, camuffare, a sua volta costruito dal latino trans, attraverso, e vestire, abbigliare; il francese la prese in prestito nel XVI secolo come travestir. Nel balletto, i ruoli del sesso opposto si danzano ancora en travesti. L'inglese formò il proprio travesty nel XVII secolo, sollecitato dal poema comico di Paul Scarron Le Virgile travesti del 1648, e il senso di poesia comica giunse al tedesco per quella via. L'articolo di Wikipedia tedesca su Travestie copre entrambi i sensi, ma in un programma teatrale di Dresda la parola indica solo l'arte scenica.
Uomini in parti femminili
Per lunghi tratti della storia del teatro, le donne non comparivano affatto sulla scena. In Inghilterra, fino alla fine del XVII secolo, i ruoli femminili erano interpretati da attori uomini, di solito adolescenti, perché una donna sul palcoscenico era considerata immorale; le donne iniziarono a comparire solo dopo la Restaurazione del 1660. Lo Shakespeare’s Globe ricostruito di Londra affida ancora a uomini alcuni ruoli femminili, e la pantomima britannica mantiene la sua dame, un’anziana donna comica interpretata da un uomo. Sono ruoli travesti nel senso più antico: parte di uno spettacolo, non uno show a sé stante.
Da Damenimitator a Travestie
La forma moderna si sviluppò quando la recitazione divenne una professione aperta alle donne. Gli artisti maschili si dedicarono a idealizzare o parodiare la femminilità di proposito, e i loro spettacoli divennero un intrattenimento a sé stante. Wikipedia tedesca riporta che questi artisti furono inizialmente chiamati Damenimitatoren, imitatori di donne, con spettacoli presentati come Herren als Damen. Dagli anni ’70 i nomi di spicco degli spettacoli di travestitismo imposero invece la parola Travestie, in parte per liberarsi di un’immagine equivoca, con Parigi divenuta allora centro del genere.
Gli anni del cabaret a Berlino
Il Kabarett tedesco nacque a Berlino nel 1901 con l’Überbrettl, e a metà degli anni ’20 la satira politica e l’umorismo macabro lo definivano. La vita notturna berlinese di quegli anni annoverava anche l’Eldorado, un locale il cui nome entrò nell’immaginario popolare della Repubblica di Weimar; il suo cabaret includeva regolarmente quelli che oggi si chiamano drag show, e Marlene Dietrich vi si esibì. Nel dicembre 1932 la polizia di Berlino ordinò la chiusura di più di una dozzina di locali simili. Nel 1933 uscì in Germania il film Viktor und Viktoria, una commedia costruita sul travestimento.
Travestie o drag?
Il tedesco traccia un confine che l’inglese spesso confonde. Nell’articolo di riferimento tedesco, un artista di travestitismo indossa il travestimento per la scena e lo toglie al più tardi nel camerino. Una drag queen o un drag king, al contrario, interpreta un ruolo duraturo sotto un proprio nome d’arte drag. Lo stesso articolo sottolinea che la Travestie non è legata ad alcun orientamento sessuale. Il repertorio va dall’imitazione delle star, attraverso la loro parodia, fino a personaggi creati dall’artista stesso, di solito con musica, canto e un gioco umoristico di allusioni.
Perché è una rivista
La rivista è il formato: diversi numeri di canzoni, danze e sketch comici senza una trama che li colleghi, solo un tema che unisce vagamente esibizioni soliste e numeri d'insieme. Il suo periodo d'oro durò dal 1916 al 1932, ed era celebre soprattutto per la spettacolarità visiva, sebbene le riviste satireggiassero anche i personaggi pubblici dell'epoca. È questa la struttura che mantiene una rivista travestita, ed è per questo che si adatta ai visitatori che non parlano tedesco: i numeri sono autonomi, e una parodia di una star richiede una voce riconoscibile e un costume più che un copione.
Fonti
- German Wikipedia, article on Travestie (consulted November 2026)
- English Wikipedia, article on Travesti (theatre) (consulted November 2026)
- English Wikipedia, article on Kabarett (consulted November 2026)
- English Wikipedia, article on Eldorado (Berlin) (consulted November 2026)
- English Wikipedia, article on Drag (entertainment) (consulted November 2026)
- English Wikipedia, article on Revue (consulted November 2026)